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Tutto ciò che c’è da sapere sul camino a bioetanolo

Una delle soluzioni che può venire in mente quando si pensa a come arredare l’open space del soggiorno prevede l’installazione di un camino a bioetanolo.

Il camino è un elemento che si adatta a tanti stili d’arredamento diversi. Sia nel design moderno che in quello classico è possibile, ad esempio, posizionare una poltrona davanti a una struttura in cui accendere un fuoco. Possono cambiare forme, colori e tecnologie, ma l’idea resta quella di costruire un angolo relax caldo e avvolgente. I tanti appassionati di lettura sognano di avere un caminetto davanti al quale godere di un buon libro in inverno, avvolti da una coperta, sorseggiando tè o cioccolata calda. La stessa fantasia accomuna gli amanti del cinema o delle serie tv. Tolto il libro, l’angolo relax rimane una certezza.

Dal momento in cui non sempre è possibile realizzare una struttura provvista di canna fumaria, si può optare per l’installazione di un camino a bioetanolo.

Che cosa s’intende per camino a bioetanolo

I caminetti a bioetanolo rappresentano una soluzione ecologica, sicura e funzionale per arredare il soggiorno con angolo cottura a vista e non solo.

Per la combustione viene utilizzato il bioetanolo, un alcool etilico denaturato e non tossico proveniente dalla fermentazione di biomasse di origine vegetale, contenenti sostanze zuccherine (si tratta solitamente di barbabietole, patate, vinacce o anche del mais). Il camino non necessita di canna fumaria poiché, nell’alimentare la fiamma, non viene prodotto nient’altro se non anidride carbonica e vapore acqueo.

L’installazione di una struttura simile non è affatto invasiva e per questo motivo risulta ancora più conveniente. È consigliata anche lì dove si debba procedere alla ristrutturazione di una casa contenente un camino tradizionale.

Come funziona un camino a bioetanolo

Il cuore di questa tipologia di camino è rappresentato dal bruciatore (realizzato con materiali resistenti alle alte temperature, come l’acciaio inox) che può funzionare manualmente o in maniera automatica. In quest’ultimo caso, basta azionare un pulsante che permetterà al bruciatore di riempirsi dell’alcool contenuto in un apposito serbatoio e di dare inizio al processo di combustione. La fiamma, invece, nascerà premendo un secondo pulsante.
In presenza di un camino a bioetanolo da azionare manualmente, il serbatoio coincide con il bruciatore e bisognerà procurarsi un accendigas o un fiammifero lungo.

L’intensità della fiamma e la sua durata dipendono dalle dimensioni e dalla potenza del bruciatore. I modelli più tecnologici permettono di regolare le fiamme anche tramite applicazione sullo smartphone.

Quanto scalda il bioetanolo

Una domanda frequente quando si parla di camini a bioetanolo riguarda la diffusione del calore. Se, per esempio, il camino è installato nell’angolo adibito a studio del soggiorno, la sua fiamma sarà abbastanza potente da riscaldare tutta la stanza?

Al giorno d’oggi, i camini vengono installati come fonte di calore supplementare rispetto all’impianto di riscaldamento tradizionale. È difficile trovare abitazioni in cui questa struttura rappresenti l’unico mezzo per aumentare i gradi presenti nella stanza. Nonostante queste precisazioni, bisogna riconoscere ai camini a bioetanolo una buona capacità di riscaldamento. Tutto dipende dalla potenza del bruciatore e dalla grandezza della stanza in cui è posizionato il camino.

In media, il camino a bioetanolo funziona bene in stanze che non superano i 35 metri quadri. Più piccolo è l’ambiente, più è facile percepire l’aumento della temperatura durante il periodo di mantenimento della fiamma.

Un aspetto vantaggioso del camino a bioetanolo è la capacità di non produrre cattivi odori durante il suo funzionamento. Si potrà avvertire un aroma del tutto naturale proveniente dalla composizione dell’alcool, ma niente di più. Non viene prodotto fumo e, alla fine della combustione, non restano né cenere, né fuliggine.

Quanto dura la fiamma?

La durata della combustione dipende dalla tipologia del bruciatore. Per un’accensione di circa 6 ore, sono richiesti di norma 2 litri di alcool, ma, in commercio, esistono anche camini che riescono a consumare solo 1 litro di combustibile in 5 ore.

Sicurezza e normativa: come funziona l’installazione e dove collocare questi camini

Nonostante sia piuttosto semplice installare un camino a bioetanolo in casa, non significa che non esistano delle normative in merito. Il Comitato Termotecnico italiano (CTI) ha stabilito le caratteristiche tecniche alle quali i camini devono rispondere per essere considerati sicuri, esplicitando i mezzi attraverso i quali verificare il corretto funzionamento della struttura. Tutto questo è presente nella norma UNI 11518. A queste indicazioni si attengono i produttori di camini di questo tipo.

Nella legge viene specificato che i camini a bioetanolo non possono essere posizionati in camera da letto, in bagno o in un ambiente interrato. Inoltre, nello spazio in cui si trovano deve essere presente una finestra in grado di consentire un buon ricambio dell’aria.

Se si hanno in casa animali o bambini piccoli, è possibile acquistare dei camini con vetro frontale, anche se normalmente non sono previsti.

I costi di un camino a bioetanolo

Il costo del camino a bioetanolo varia a seconda della tipologia scelta. Esistono modelli molto economici, il cui prezzo non supera il centinaio di euro, ed altri più elaborati e tecnologici che prevedono una spesa pari o superiore a 1000 euro. La spesa dell’installazione non è così gravosa, dal momento che non prevede la presenza di opere murarie.

Il mantenimento di un caminetto a bioetanolo non risulta costosa. Naturalmente, tutto dipende dalla potenza e dalla quantità di tempo in cui lo si tiene acceso, ma, in media, la combustione prevede una spesa di 0,80 centesimi per ogni ora di funzionamento. Il costo del bioetanolo si aggira tra i 3 e i 5 euro al litro.

Camino a bioetanolo: consigli sulla tipologia

Sul mercato esistono tre diversi tipi di camini a bioetanolo:

  • il camino da appoggio: si tratta di una struttura da collocare sul pavimento al centro della stanza (a isola) oppure adiacente al muro. È una tipologia molto diffusa e apprezzata, ma non è adatta a tutti i tipi di pavimento. Il parquet, ad esempio, potrebbe risentire del calore del fuoco e rovinarsi;
  • il camino da incasso: è la tipologia più costosa e anche quella più impegnativa da realizzare, poiché il camino viene installato all’interno di una parete (ovviamente priva di cavi elettrici o di tubi idraulici). Presenta, però, notevoli vantaggi al di là dell’estetica. È, infatti, molto sicuro e funzionale;
  • il camino da parete: fuoriesce dalla parete ed ha un vetro di sicurezza che separa il fuoco dall’ambiente esterno. Questa tipologia ha un grandissimo impatto visivo e può avere varie misure e varie cornici.

Mettendosi in contatto con un interior designer e un architetto, sarà possibile lasciarsi consigliare sulla tipologia di camino più adatta alla propria casa.

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