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Bonus facciate 2023: come funziona e le ultime novità sulla proroga

Tra i vari incentivi per la ristrutturazione della casa che sono stati prorogati dalla Legge di Bilancio 2023 del 29 dicembre 2022, non è previsto il bonus facciate. Non è più possibile, quindi, richiedere l’agevolazione del 60% senza tetto massimo di spesa sulle operazioni di restauro e di rifacimento delle parti esterne degli edifici.

Tra il 2021 e il 2022 si sono registrate numerose richieste di detrazioni inviate all’Agenzia delle Entrate. Viste le condizioni favorevoli, infatti, molte persone avevano pensato di dare nuovo lustro alle facciate delle proprie case, contribuendo così a migliorare l’aspetto di quartieri, città e paesi.
Le operazioni di miglioramento della parte esterna sono finalizzate anche a migliorare l’efficienza energetica e termica delle pareti così da migliorare il comfort domestico e i consumi.

L’entusiasmo non era stato spento neanche dalla diminuzione della percentuale avvenuta nel passaggio tra i due anni. Chi ha usufruito del bonus nel 2021 ha potuto detrarre il 90% dei costi dalla sua dichiarazione dei redditi. Nel 2022, invece, si poteva richiedere “solo” il 60%. Nel 2023 non è più possibile richiedere né l’una, né l’altra percentuale. I lavori e i pagamenti effettuati dal 1 gennaio di quest’anno potranno usufruire di altre agevolazioni: l’ecobonus e il bonus ristrutturazione.

Come funzionava il Bonus Facciate 2022

Con il passare del tempo è del tutto normale che le facciate degli edifici si deteriorino e subiscano un’alterazione cromatica. Pioggia, neve e altri agenti atmosferici, a lungo andare, possono provocare la disgregazione e il distacco dei materiali mentre lo smog deposita polveri e terriccio che compromettono la pulizia delle facciate. È così che del palazzo colorato, pulito e integro appena costruito, non rimane altro che una struttura decadente e poco curata.

Interventi di restauro o di rinnovo della facciata esterna diventano fondamentali per restituire al proprio immobile il vigore di un tempo. Non si tratta solo di una questione estetica, ma anche di sicurezza e di efficienza energetica degli appartamenti presenti nel palazzo.

Una ristrutturazione simile non è di certo semplice. Bisogna individuare la causa del degrado e trovare la soluzione più adatta. Sono interventi che richiedono competenze specifiche e materiali adeguati. Di conseguenza, avranno un costo non indifferente che fino all’anno scorso poteva essere ammortizzato con il bonus facciate. Esso prevedeva una detrazione d’imposta del 60% da ripartire in 10 quote annuali costanti e di pari importo. Nel 2021, la detrazione d’imposta aveva modalità di erogazione simili, ma arrivava al 90% permettendo di recuperare molto di quanto si era investito.

La grande convenienza del bonus facciate era dovuta all’assenza di un tetto massimo di spesa presente per la maggior parte delle agevolazioni edilizie. Non c’erano limiti ai costi che si potevano sostenere e, di conseguenza, recuperare.

I requisiti per richiedere il Bonus Facciate nel 2022

Per richiedere e ottenere il bonus facciate nel 2022 era necessario presentare ricevute valide dei pagamenti effettuati. Il pagamento dei lavori di ristrutturazione doveva avvenire solo tramite bonifici bancari o postali (come richiesto per tanti altri bonus) o carta di credito di chi richiedeva i lavori.

Non tutti gli interventi sulle facciate erano soggetti al bonus. Ad esempio, se i lavori venivano effettuati su un lato interno del palazzo o non visibile dalla strada o dal suolo pubblico non era possibile ottenere alcun incentivo. Un discorso diverso veniva fatto quando i lavori di ristrutturazione venivano effettuati sulle strutture opache della facciata oppure quando le operazioni di restauro, comprese la tinteggiatura o la pulitura, riguardavano i balconi, gli ornamenti e i fregi.

Gli edifici dovevano trovarsi nelle zone A e B, definite dal decreto ministeriale n. 1444/1968, o in zone assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

A chi spettava il Bonus Facciate

Le persone che potevano accedere al bonus facciate 2022 erano numerose. Si trattava di contribuenti, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, soggetti Irpef e soggetti passivi Ires che possedevano il titolo immobiliare dell’edificio da restaurare.

Questi soggetti potevano presentare richiesta solo se il pagamento delle operazioni fosse avvenuto entro il 31 dicembre 2022. In questi casi, potevano presentare richiesta per ottenere l’agevolazione, persone fisiche – compresi esercenti arti e professioni – gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni dei professionisti e i contribuenti che conseguono un reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali).

Altre modalità per usufruire del Bonus Facciate

La Legge di Bilancio 2022 aveva previsto, anche per il bonus facciate, la possibilità di ricorrere allo sconto in fattura o alla cessione del credito per usufruire dell’agevolazione.

Sconto in fattura

Grazie allo sconto in fattura è possibile ottenere uno sconto sull’importo dovuto dal fornitore che esegue i lavori sull’immobile. Questa diminuzione del corrispettivo può avere un importo uguale o inferiore rispetto alla detrazione d’imposta che spetterebbe per l’esecuzione degli interventi.

In pratica, il fornitore applica lo sconto in fattura e poi recupera l’importo anticipato come credito d’imposta. Ha anche il vantaggio di poter cedere il credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari.

Cessione del credito

Per ottenere subito la detrazione del 60% o del 90%, il richiedente potrebbe affidare una parte del pagamento ad altri soggetti come banche, istituti finanziari, fornitori di beni e servizi per la realizzazione degli interventi edili oppure a persone fisiche, professionisti, enti e società. Saranno poi questi prestatori a richiedere l’agevolazione allo Stato. L’impresa edile che concede lo sconto in fattura può usufruire della cessione del credito.

Mancata proroga del bonus facciate: come fare?

Il fatto che il bonus sia stato depennato dalla lista delle agevolazioni edilizie non significa che si debba rinunciare all’avvio di lavori di ristrutturazione delle facciate. Se la parte esterna dell’edificio ha bisogno di manutenzione è giusto che si proceda con un intervento adeguato per ragioni di sicurezza, più che per ragioni estetiche.

Chi deciderà di procedere con questi interventi nel 2023 può richiedere il bonus ristrutturazione e l’ecobonus. Il primo è applicabile su tutti i lavori di manutenzione straordinaria della casa (anche la sostituzione di porte e finestre, conosciuto anche come bonus infissi) e prevede una detrazione del 50% rateizzata nell’arco di 10 anni. Il tetto massimo di spesa è pari a 96 mila euro.

L’ecobonus, invece, è riservato a tutte quelle operazioni che mirano a migliorare l’efficienza energetica di un immobile. A seconda della tipologia di interventi è possibile detrarre dal 50% fino al 85% dei costi totali. Ogni percentuale ha il suo limite massimo di spesa.

Entrambe le agevolazioni sono valide fino al 31 dicembre 2024. Delle due, è più probabile ottenere il bonus ristrutturazione visto che l’ecobonus richiede delle operazioni molto specifiche e mirate.

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