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Guida pratica all’accatastamento

Sfruttare il bonus per ristrutturare casa può tornare molto utile quando si desidera rinnovare l’aspetto funzionale di una casa, quando si ha la necessità di modificare l’assetto degli ambienti o nel caso in cui gli impianti vadano sostituiti a causa dell’usura. In queste situazioni, le agevolazioni economiche tornano utili, viste le tante spese da sostenere per l’arredo, ma anche per le pratiche burocratiche da presentare. Il costo dell’accatastamento, per esempio, non è poi così irrisorio. Considerando anche quanto sia fondamentale questa pratica, è meglio informarsi rivolgendosi ad imprese specializzate in ristrutturazione, in modo da considerare tutti i fattori prima di intraprendere questo tipo di intervento. Lo stress da ristrutturazione può essere affrontato se si è adeguatamente informati e solo quando ci si affida ad un’azienda competente e di fiducia.

Che cosa significa accatastare un immobile

Ogni immobile costruito ed esistente dovrebbe essere classificato all’interno di una precisa categoria che ne specifica le caratteristiche specifiche e la destinazione d’uso. L’attribuzione a questa categoria avviene attraverso la registrazione dell’abitazione al Catasto, a seguito della quale si riceve una pratica, definita accatastamento dell’immobile, al cui interno sono contenute tutte le informazioni relative alla casa. Se si tratta di un appartamento, di una villa, di un immobile di lusso o di un locale commerciale, quali sono i metri quadri a disposizione, commerciali e calpestabili. Inoltre questo tipo di documentazione è corredata da una piantina con i dettagli dei vari ambienti.

A seconda della categoria in cui l’immobile è inserito, sarà determinata la rendita catastale e saranno calcolate l’Imu, l’Irpef e tutte le altre imposte relative alla casa.

L’accatastamento è fondamentale per ottenere il certificato di agibilità dell’immobile.

Quando va effettuato l’accatastamento della casa

La presentazione della documentazione al catasto deve avvenire subito dopo la conclusione dei lavori per una nuova costruzione e ogni qual volta si effettuano dei lavori di manutenzione straordinaria.

Se gli interventi di ristrutturazione si limitano a modificare i colori delle pareti o i rivestimento del pavimento senza andare a toccare la struttura dell’immobile non c’è bisogno di presentare una nuova documentazione di accatastamento. Il discorso è diverso nel momento in cui si decide di allargare un ambiente – qualunque sia, camera o zona giorno -, di chiudere un terrazzo, di unire o separare due o più unità abitative. Tutte queste operazioni comportano un cambio di metratura che deve essere denunciato in modo da poter cambiare di conseguenza la rendita catastale e le relative tasse legate alla casa. Per le stesse motivazioni, vanno denunciati anche il cambio d’uso e la variazione dei dati toponomastici (indirizzo, numero civico o piano).

Nel caso in cui ci si accorga che l’accatastamento è stato eseguito in maniera non conforme e che mancano nella piantina muri o metri quadri presenti nella realtà (o viceversa), bisogna assolutamente modificare la documentazione.

Questa documentazione va presentata per tutti i lavori di manutenzione straordinaria per cui si possono richiedere il bonus ristrutturazione sulla seconda casa e il sisma bonus.

Quando non va effettuato l’accatastamento

Nel caso in cui l’intervento sia classificato come una manutenzione ordinaria non è necessario presentare i documenti di accatastamento. Esistono anche degli immobili per cui le pratiche non sono richieste. Si tratta di spazi con superfici che arrivano massimo a 8 metri quadri, di vasche per il contenimento dell’acqua a fini agricoli, delle serre per la coltivazione o di strutture per l’allevamento la cui altezza è inferiore ai 180 cm e il volume sotto i 150 metri cubi. Anche i fabbricati abbandonati, privi di tetto o in fase di costruzione, non vanno registrati al Catasto.

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A chi spetta l’accatastamento

La dichiarazione di accatastamento è di pertinenza dei proprietari di casa che sono tenuti a presentare la documentazione relativa e a sostenere i dovuti costi. Questo vale sia per chi entra in un immobile di nuova costruzione sia per chi ha effettuato dei lavori di manutenzione straordinaria.

Come accatastare una casa: la procedura da seguire

La dichiarazione di accatastamento deve essere redatta da un professionista abilitato che, dopo le opportune misurazioni e dopo aver controllato in modo approfondito l’immobile, recupera i documenti necessari e inserisce tutti i dati richiesti all’interno di un software informatico, il DOCFA, legato all’Agenzia Territoriale.

I documenti da presentare al professionista sono i seguenti:

  • il documento che attesta la proprietà dell’immobile;
  • il documento che descrive i lavori edilizi avvenuti e le modifiche effettuate sull’immobile;
  • i dati catastali;
  • l’estratto di mappa;
  • il documento d’identità e il codice fiscale del proprietario dell’immobile.

I professionisti abilitati a presentare gli accatastamenti sono gli architetti, gli ingegneri, i geometri, i periti edili, i dottori agronomi e forestali. Anche i periti agrari possono compilare la dichiarazione, ma solo per immobili destinati al settore rurale e agrotecnico.

Il costo di un accatastamento

Il costo per la presentazione di una procedura di accatastamento è determinato da diversi fattori.

Innanzitutto l’imposta catastale fissa che va pagata per ogni unità immobiliare. Poi, ci sono i costi legati all’accatastamento che dipendono dalle dimensioni dell’immobile e dalla sua posizione. Il prezzo può cambiare nel caso in cui si tratti di una nuova costruzione o nel caso di lavori di ristrutturazione. Inoltre, bisogna considerare nella spesa totale anche la parcella del professionista che effettuerà la perizia. Tale compenso varia in base alla zona. A tutti questi costi si devono aggiungere le spese di segreteria.

Tutti gli oneri economici sono a carico del proprietario di casa, anche nei casi in cui si tratti di un immobile appena realizzato.

Non si può pensare di evitare la spesa o di non presentare la dichiarazione di accatastamento. Oltre a essere illegale, l’Agenzia può effettuare dei controlli per accertare la conformità e la veridicità delle informazioni presenti nella documentazione. Nel caso in cui la procedura non sia stata completata o siano state riportate delle false informazioni, si dà la possibilità di regolarizzare l’accatastamento entro 60 giorni dalla notifica. Se la persona continua ad essere inadempiente, verranno applicate delle sanzioni amministrative che prevedono il pagamento di una multa che va dai 268 agli 8.624 euro oltre agli oneri dell’accatastamento che sarà completato dall’Agenzia del Territorio.

Bassetti Home Innovation e l’accatastamento della casa

Per evitare di trovarsi impreparati nell’affrontare le spese di ristrutturazione e di accatastamento della casa, è bene richiedere sempre un preventivo il più completo possibile, comprensivo di tutti i costi che si devono sostenere. Solo in questo modo è possibile valutare se intrapredere o meno questo tipo di intervento oppure se è il caso di trovare soluzioni alternative.

Bassetti Home Innovation offre una prima consulenza gratuita a tutti i suoi clienti, in modo che siano preparati per affrontare al meglio tutte le fasi del progetto. Dopo aver effettuato un sopralluogo dell’immobile, viene compilato un preventivo completo di tutte le voci di spesa (compresi i costi per l’accatastamento) per dare un’idea chiara di quali saranno gli oneri economici.

Chi non ama la burocrazia e le scartoffie sarà felice di sapere che anche per questo aspetto Bassetti Home Innovation è in grado di offrire la competenza di un professionista che se ne farà carico, lasciando il cliente libero da qualsiasi preoccupazione.

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