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Sisma Bonus 2024: cos’è e come funziona

La casa è un rifugio. Sembra uno slogan scontato e già sentito, ma è pur sempre la verità. Se c’è un luogo in cui sentirsi protetti, dove potersi circondare da ciò che più piace, un luogo dove sentirsi bene, coltivando i propri interessi e prendendosi del tempo da dedicare a se stessi, quello è la propria casa.

La maggior parte delle persone pensa che per sentirsi a casa sia fondamentale curare l’interior design del proprio immobile. È sicuramente vero: trovare uno stile d’arredamento in linea con gusti e abitudini, scegliere i colori delle pareti e abbinarci dei complementi d’arredo sono passaggi fondamentali per la costruzione del proprio nido. Tuttavia, non si può trascurare l’importanza della sicurezza. Tra le mura domestiche bisogna avvertire non solo un senso di calore e di accoglienza, ma anche di stabilità e protezione.

Per arginare i possibili danni arrecati da calamità naturali, esistono alcuni interventi edilizi che possono essere messi in atto e sui quali può essere applicato il Sisma bonus anche nel 2024.

Perché serve il bonus sismico in Italia

L’Italia è un Paese a grande rischio sismico. Buona parte del territorio della penisola, infatti, può essere interessato da scosse di terremoto. Lì dove la possibilità non è così frequente, i danni comportati dall’evento potrebbero essere comunque molto gravi.
Vista l’alta incidenza di eventi sismici, la normativa edilizia si è mossa nel tentativo di prevenire crolli e cedimenti. È stato predisposto che le costruzioni di edifici rispondano a specifici criteri che garantiscano la stabilità e la resistenza delle strutture. Per gli immobili già esistenti, invece, si è pensato di introdurre un bonus che ammortizzi le spese sostenute per rendere più sicure le strutture architettoniche.

Questi interventi sarebbero auspicabili soprattutto nelle zone a più alto rischio sismico, classificate come “Zona 1”, “Zona 2” e “Zona 3” dal Decreto Legislativo n.112/1998 e poi dal Decreto del Presidente della Repubblica n.380/2001. I comuni del nostro Paese che rientrano nella “Zona 4” si trovano in posti dove la possibilità che si formi un terremoto è molto bassa. Nonostante questo, le nuove costruzioni devono comunque tener conto delle norme edilizie di sicurezza.

Cos’è il Sisma bonus

Proprio come il bonus tetto nasce per permettere di detrarre una parte delle spese sostenute per rifare la superficie coprente di un immobile e garantire una migliore tenuta del soffitto, così il bonus sisma vuole agevolare chi mette in sicurezza la propria abitazione rendendo più solida la sua struttura.

Era il 2013 quando il Decreto Legge n.63 stabiliva quali fossero le facilitazioni predisposte per chi realizzava opere di adeguamento o miglioramento sismico degli immobili e quali criteri dovessero essere soddisfatti per richiedere le detrazioni.

Negli anni, il bonus è stato più volte rinnovato fino ad arrivare alla Legge di Bilancio 2022 (n. 197/2022) che ha fissato il 31 dicembre 2024 come data di scadenza per il sismabonus ordinario. In altre parole, sarà possibile richiedere l’agevolazione per le operazioni di messa in sicurezza degli immobili solo fino alla fine di quest’anno.

Come funziona il Sisma bonus

Gli immobili che si trovano nelle zone 1, 2 e 3 della classificazione sismica italiana devono essere messi in sicurezza. Anche se tra queste solo la zona 1 presenta un alto rischio sismico, gli interventi di adeguamento antisismico andrebbero effettuati anche negli altri comuni perché non si può mai predire con certezza l’entità dei danni provocati da una calamità naturale.

Tutti questi interventi rientrano nell’ambito dei lavori di ristrutturazione, ma hanno un fine più particolare rispetto a questi ultimi. Non si bada tanto o solo alla modernizzazione degli impianti o al rifacimento delle strutture, ma si cerca di aumentare il livello di sicurezza dell’immobile. Il progetto, quindi, non evidenzia solo come ristrutturare casa, ma anche quali sono i lavori di adeguamento antisismico.

Per operazioni simili è possibile richiedere dal 50% all’85% delle detrazioni nella dichiarazione dei redditi. L’aliquota si stabilisce in base alla tipologia di intervento. Le agevolazioni sono più convenienti se i lavori vengono eseguiti da un condominio e se riducono in maniera consistente il rischio sismico.

Le categorie di rischio sismico degli immobili

Nella normativa edilizia italiana è previsto che gli immobili siano classificati in base al loro rischio sismico. Per questo, vengono divisi in 8 categorie, dalla A+ alla G, proprio come avviene per determinare i consumi degli elettrodomestici. Alla classe A+ appartengono gli edifici più sicuri mentre alla G quelli più pericolosi. È chiaro che un immobile di classe G localizzato in zona 1 deve assolutamente essere sottoposto a dei lavori di ristrutturazione per garantire alle persone che ci vivono la sicurezza necessaria.

Incentivi sisma bonus: come calcolare la percentuale da detrarre

Le agevolazioni del Sisma bonus 2024 sulle singole unità immobiliari prevedono:

  • una detrazione del 50% per i lavori di adeguamento sismico sulle singole unità immobiliari che non comportano il passaggio da una classe a un’altra;
  • una detrazione del 70% per le operazioni di miglioramento sismico che portano a ridurre il rischio di una classe;
  • una detrazione dell’80% per gli interventi che portano a riduzione del rischio sismico di ben due classi.

Per i condomini, invece, le riduzioni arrivano al 75% o all’85% se il “salto” avviene di una o di due classi (rispettivamente). Nel caso in cui non ci sia un miglioramento tale da garantire il passaggio dall’una all’altra classe, si applicherà l’aliquota del 50%.

Le detrazioni saranno erogate mediante quote di pari importo nell’arco di 5 anni dalla richiesta. Inoltre, il tetto massimo di spesa è pari a 96 mila euro, proprio come avviene per il bonus ristrutturazione.

Cosa comprende il sisma bonus

Tra gli interventi ammessi per ottenere il sisma bonus possiamo annoverare:

  • lavori di messa in sicurezza statica delle parti strutturali degli edifici;
  • lavori che consentono di passare ad una classe di rischio inferiore;
  • lavori che permettono di passare a due classi di rischio inferiori;
  • spese per edifici antisismici realizzati con demolizione e ricostruzione;
  • acquisto di strumenti usati per il monitoraggio del rischio sismico come i magnitutor.

All’interno dell’agevolazione sono compresi anche i costi sostenuti per l’intervento di professionisti, per la fornitura dei beni, per le certificazioni e per tutti gli oneri di segreteria e di urbanizzazione.

Chi può richiedere l’agevolazione e come

Il Sisma bonus può essere richiesto dagli stessi soggetti che possono presentare domanda per altri tipi di agevolazioni. Ad esempio, possono detrarre le spese i proprietari, i titolari del diritto di reale godimento dell’immobile, i locatari in affitto o comodatari e i familiari conviventi di questi. Anche soci di cooperative e società possono presentare domanda.

Gli imprenditori individuali possono richiedere il bonus non solo per la propria casa, ma anche per gli immobili adibiti alle attività produttive.

Per usufruire della detrazione del sisma bonus, che va a ridurre il costo di ristrutturazione della casa, è necessario effettuare il pagamento dei lavori tramite bonifico “dedicato”, bancario o postale. Anche il pagamento online è permesso. Ciò che conta è che nella ricevuta sia facilmente rintracciabile la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del destinatario del bonifico.

I documenti necessari per ottenere il sisma bonus

Per ottenere la detrazione nel 2024 è necessario presentare, al momento della richiesta, alcuni documenti specifici. Oltre ai bonifici parlanti e alle fatture (richieste anche per altri tipi di bonus) servirà la SCIA, la notifica preliminare della ASL e la copia dell’asseverazione della classe di rischio di partenza dell’edificio oltre a quella relativa alla classe raggiunta dopo gli interventi. Le asseverazioni sono diventate obbligatorie ai fini dell’ottenimento del bonus con la promulgazione del Decreto Legge n.63/2013.

Servono anche le ricevute degli oneri di urbanizzazione o diritti per le autorizzazioni

Sisma bonus, Ecobonus e Superbonus 110%: qualche chiarimento

Nel caso in cui i lavori di ristrutturazione effettuati entro il 31 dicembre 2024 nelle parti comuni dei condomini comportino non solo una maggiore sicurezza della struttura, ma anche un miglioramento di prestazioni energetiche dell’immobile, è possibile richiedere l’Ecosismabonus. Questa agevolazione combina il bonus sismico con l’Ecobonus e dà vita a una detrazione dell’80% o dell’85% su un tetto massimo di spesa pari a 136 mila euro. La differenza tra le due percentuali è sempre legata allo scatto di classe: se le operazioni determinano il passaggio ad una classe di rischio inferiore, è possibile richiedere una detrazione dell’80%. La percentuale si alza e arriva all’85% se il rischio diminuisce di due classi. La detrazione non sarà più ripartita nell’arco di 5 anni, ma di 10, sempre attraverso quote di pari importo.

L’agevolazione al 110% prevista dal Superbonus è ormai finita. Per i lavori oggetto del bonus portati avanti nel 2024 (diversi da quelli coperti dal classico bonus ristrutturazione) è prevista una detrazione del 70% (percentuale che andrà ulteriormente a diminuire nel 2025). Per i condomini che combinano questi interventi con lavori di tipo antisismico, è previsto il SuperSismabonus.

Sisma bonus 2024 con cessione del credito e sconto in fattura

Il decreto Rilancio del 2020 ha esteso la possibilità di usare la cessione del credito e lo sconto in fattura per ottenere le agevolazioni in maniera più immediata. Questo accade per il bonus per ristrutturare casa e anche per il bonus sisma, mentre sono stati esclusi il bonus mobili e quello per i giardini.

Lo sconto in fattura consente di avere uno sconto sulla spesa totale dei lavori pari alla percentuale da detrarre negli anni. A concedere lo sconto è l’impresa edilizia che richiederà, poi, il bonus allo Stato. La cessione del credito può essere fatta sia dal proprietario che dall’impresa e prevede la copertura dei costi da detrarre da parte di altri intermediari che presenteranno domanda per ottenere l’agevolazione.

La proroga del bonus sisma 2024 non ha previsto il rinnovo di queste possibilità. In altre parole, non è più possibile applicare sconto in fattura e cessione del credito ai lavori di adeguamento sismico. 

Bassetti Home Innovation e il sisma bonus

Orientarsi tra le norme edilizie può essere complicato. Non è sempre facile interpretare i testi giuridici, si può cadere in errore e questo rischio può essere pagato caro visto che si finisce per non ottenere alcun bonus solo per un vizio di forma. Per essere sicuri di non sbagliare ci si può affidare a dei professionisti che conoscono bene il loro ambito di competenza. È quello che accade con il servizio chiavi in mano offerto da Bassetti Home Innovation. Il nostro team è composto da esperti in vari settori, tra cui anche le persone addette alla richiesta dei bonus per agevolare i clienti in questo tipo di operazioni.

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