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piastrellare la parete della cucina

Come piastrellare la parete della cucina: a che altezza mettere le piastrelle?

Gli ambienti di casa in cui non possono mancare le piastrelle sono essenzialmente due: il bagno e la cucina. In entrambi questi spazi, infatti, la presenza delle mattonelle non è dettata tanto dall’estetica quanto da praticità e norme igieniche. Visto che la cucina è un luogo da battaglia in cui, tra fornelli e piani di lavoro, capita spesso di sporcare, è indispensabile avere delle pareti a prova di schizzi e di fumi.

Qual è l’altezza dei rivestimenti della cucina? È possibile trasformare una cucina classica in moderna attraverso l’uso delle piastrelle dietro i mobili? Quali sono i materiali migliori per il rivestimento della cucina? Sono tutte domande che bisognerebbe porsi nel momento in cui si deve ristrutturare e arredare l’ambiente. La consulenza di un interior designer diventa fondamentale, in questi casi. Un professionista conosce le regole edilizie riguardanti come piastrellare la parete della cucina e saprà indicare il materiale e la fantasia più adatta allo spazio in base allo stile scelto per l’arredamento.

Altezza dei rivestimenti della cucina: cosa prevede la normativa

In alcuni Comuni il regolamento edilizio rende obbligatorio piastrellare la cucina, pena la dichiarazione di inagibilità della casa. Per i non amanti di simili rivestimenti la legge ha previsto la possibilità di utilizzare vernici lavabili e paraschizzi, così da rendere più liberi gli architetti di progettare cucine e di gestire l’altezza delle piastrelle.

Quando si deve ristrutturare la cucina e bisogna scegliere come piastrellare la parete, sono tre le soluzioni da valutare:

  • ricoprire l’intera parete con le piastrelle;
  • rivestire la sola parete dietro la cucina, dal piano di lavoro ai pensili;
  • rivestire solo quelle parti di muro vicine alla zona lavaggio e cottura che potrebbero creare disagio.

Piastrellare interamente la parete della cucina in tutta la sua altezza

Le norme edilizie dei Comuni prevedono che le piastrelle della cucina arrivino ad un’altezza di almeno due metri andando a ricoprire buona parte dei mobili della cucina e lasciando solo un breve tratto di muro scoperto. Partendo da questi obblighi, ci si può lasciar andare nella scelta dei colori, dei materiali e della fantasia delle piastrelle. Alcuni designer propongono di rivestire la sola parete su cui sono appoggiati i mobili della cucina (due pareti se parliamo di una struttura ad angolo o di due blocchi posti l’uno di fronte all’altro).

Una proposta degli ultimi anni prevede una copertura non solo a parete, ma anche per parte del pavimento. In questo modo, si crea continuità tra le piastrelle del muro e quelle della superficie calpestabile e la cucina viene incorniciata e resa protagonista assoluta dello spazio.

altezza dei rivestimenti della cucina

Utilizzare una fascia come rivestimento della cucina

Invece di piastrellare tutte le pareti – o tutta la parete – della cucina si può rivestire solo quella parte del muro che va dal piano cottura e lavaggio ai pensili superiori. La distanza tra i primi e i secondi è generalmente di 60 cm e tale dovrà essere la lunghezza della fascia da rivestire con le mattonelle.

Per calcolare da dove far partire la fascia del rivestimento bisogna considerare l’altezza del piano di lavoro che, a sua volta, dipende dall’altezza della persona che andrà a usare i mobili. Se si considerano le grandezze in media, il piano della cucina va collocato a 90 cm da terra. Di conseguenza, le piastrelle andranno posizionate a partire dagli 85 ai 145 cm di modo da avere una minima parte delle mattonelle nascosta e il resto visibile. Chi è più alto della media ha bisogno di una superficie di lavoro alta almeno 95/100 cm e deve collocare le piastrelle a partire dai 90 cm da terra. Al di sotto dell’altezza media, invece, il piano cottura si collocherà a 75 cm dal pavimento e le piastrelle andranno montate a partire dai 70 cm fino ad arrivare ai 130 cm.

Alcuni architetti puntano ad avere una fascia di rivestimento che vada dal piano della cucina fino alla cappa, oppure fino al margine superiore dei pensili. Quest’ultima soluzione viene applicata quando si scelgono per le mattonelle dei colori in contrasto con i mobili della cucina per far risaltare ancora di più l’arredamento.

Piastrellare solo le pareti in corrispondenza del piano cottura

È possibile avere una fascia di rivestimento di soli 30 cm di altezza che interessi solo le zone in cui è più probabile che ci siano schizzi, ovvero quelle dove ci sono il piano di lavoro, i fornelli e il lavandino. Alcuni professionisti giocano con i rivestimenti proponendo un rivestimento dalle altezze asimmetriche con mattonelle di forma esagonale, visto che, avendo i margini sfrangiati, riescono a creare un effetto dinamico e moderno. Questo effetto è amplificato se si scelgono mattonelle di colori diversi ma appartenenti alla stessa sfumatura.

Come piastrellare una cucina: idee sui materiali

Per capire quali sono i materiali migliori per piastrellare la parete della cucina bisogna considerare diversi aspetti tra cui figurano soprattutto le caratteristiche dei singoli materiali e la loro resa estetica. Il costo può essere un fattore discriminante, ma bisogna sempre considerare le agevolazioni garantite dal bonus per la cucina.

Le piastrelle della cucina sono tradizionalmente in ceramica, un materiale molto resistente al calore, agli urti e all’acqua. È possibile giocare con tanti colori e fantasie di modo da rendere l’arredamento più originale. Queste possibilità rendono le mattonelle in ceramica utilizzabili in diverse tipologie di design.

Per una cucina moderna, il grès porcellanato costituisce una soluzione innovativa e funzionale. Lascia una grande possibilità di scelta per forme e colori e consente di ricreare l’aspetto delle mattonelle pur non essendone formato. Con questo materiale si può riprodurre l’effetto legno, cotto, pietra e marmo: tutte scelte interessanti per un arredamento di design e ricercato.

I rivestimenti della cucina possono essere anche in vetro. La trasparenza e la luminosità di questo materiale sono l’ideale quando si ha a che fare con un ambiente piccolo da non sovraccaricare a livello visivo. Il vetro può essere anche decorato con motivi e trame particolari che diano un tocco di personalità in più alla cucina.

Chi ha voglia di creare un ambiente caloroso e creativo in cucina può ricorrere a un rivestimento effetto lavagna che possa essere ricoperto di scritte, disegni e note sempre differenti.

Per la fascia della cucina si può utilizzare anche l’acciaio (ottimo per l’impatto estetico) e la resina (l’ideale per una cucina chic). Data la grande varietà di scelta, gli architetti e gli interior designer di Bassetti Home Innovation sono a disposizione per la creazione di progetti di ristrutturazione personalizzati e di tendenza che studino anche il modo migliore per piastrellare le pareti della cucina.

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