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Guida completa al Bonus caldaia 2024: in cosa consiste e come richiederlo

Uno stile di vita sostenibile richiede dei cambiamenti importanti nei diversi ambiti della vita quotidiana. A cambiare non devono essere solo le modalità di produzione economica, ma anche le abitudini personali e le case dove viviamo. Nel mondo domestico, infatti, è possibile fare tanto per eliminare l’inquinamento. Proprio per questo, le fiere del design negli ultimi anni si sono concentrate prevalentemente sul tema della casa green.

Tra i tanti modi per risparmiare risorse energetiche si evidenzia la scelta di elettrodomestici sostenibili che consumano poca energia elettrica e, soprattutto, non vengono alimentati a gas. Tra questi ultimi, uno dei più importanti è sicuramente la caldaia.

Per avvicinare l’Italia all’obiettivo di emissioni zero previsto dal Green Deal con le altre nazioni del mondo, il governo ha previsto una serie di incentivi economici per agevolare e sostenere i cittadini a intraprendere lavori di ristrutturazione per rendere l’immobile più ecologico. Tra queste agevolazioni rientra anche il bonus caldaia in scadenza il 31 dicembre 2024.

La caldaia: un elettrodomestico tanto importante quanto dispendioso

L’invenzione della caldaia ha rivoluzionato la vita all’interno delle mura domestiche. Comodità prima impensabili (come l’acqua calda per lavarsi o i termosifoni per scaldarsi) sono oggi dei requisiti minimi per definire un immobile abitabile. La qualità di vita è, quindi, notevolmente migliorata a scapito della natura e delle sue risorse. Fortunatamente, il progresso tecnologico che ha portato alla realizzazione di un macchinario così utile non si è accontentato dei risultati e ha continuato a cercare soluzioni alternative più sostenibili sia a livello ambientale che economico (la caldaia a gas è ormai diventata molto onerosa).

Quali sono le opzioni per sostituire una caldaia a gas?

La vecchia caldaia a gas potrebbe essere sostituita da diversi tipi di apparecchi:

  • Caldaie a condensazione, le migliori dal punto di vista delle prestazioni;
  • Caldaie a pompa di calore;
  • Caldaie a idrogeno;
  • Caldaie a biometano;
  • Impianti di riscaldamento a biomassa, ovvero le stufe alimentate attraverso il pellet.

Sarebbe meglio procedere al più presto con la sostituzione della caldaia a gas con una dal funzionamento più moderno poiché fino alla fine del 2024 sarà ancora possibile richiedere una detrazione sulle spese sostenute. Dato che nel 2040 l’uso degli elettrodomestici a gas non sarà più consentito, meglio adeguarsi il prima possibile.

La proroga del bonus caldaie nel 2024

Il bonus caldaie è lo strumento che lo Stato utilizza da diversi anni per permettere alle persone di sostituire la propria caldaia a gas senza subire in modo eccessivo il peso dei costi.

Nella nuova Legge di Bilancio la data di scadenza del bonus caldaia è rimasta la stessa indicata già alla fine del 2022. Si potrà richiedere una detrazione solo per i lavori che si concluderanno entro il 31 dicembre 2024. Per questa agevolazione non sono cambiate né le condizioni di richiesta né le modalità di erogazione, proprio come è avvenuto per il bonus cucina (a differenza del bonus infissi che, invece, ha subito delle leggere modifiche). L’unica differenza rispetto al passato è l’impossibilità di richiedere il Superbonus.

Come funziona il bonus caldaie 2024

Il bonus per la caldaia può essere applicato con diverse percentuali in base al tipo di interventi effettuati.

  • Agevolazione al 50%

Per l’installazione di caldaie a condensazione di classe A o superiore oppure per la scelta di impianti alimentati a biomasse combustibili viene prevista la possibilità di detrarre il 50% delle spese. Se la sostituzione della caldaia avviene all’interno di lavori di rinnovamento edilizio più ampi, si possono far rientrare le spese per il nuovo elettrodomestico nel bonus ristrutturazione. La stessa cosa avviene se si provvede alla sola sostituzione di mobili.

La detrazione IRPEF o IRES che si ottiene con il bonus caldaie 2024 viene distribuita nell’arco di 10 anni attraverso quote di pari importo.
Nel caso in cui venga installata una caldaia appartenente alla classe energetica B o inferiore non sarà possibile richiedere alcuna agevolazione.

  • Agevolazione al 65%

Gli interventi di sostituzione della caldaia a gas rientrano a buon diritto nell’Ecobonus, quell’incentivo volto a sostenere chi ristruttura la propria casa per renderla più sostenibile. La detrazione al 65% potrà essere richiesta anche se si deciderà di affiancare all’installazione di una caldaia a condensazione di classe A anche un sistema di termoregolazione evoluto di classe V, VI o VII. Il primo prevede l’uso di un termostato in grado di regolare la temperatura dell’acqua in base a quella esterna mentre il secondo fa lo stesso ma basandosi anche sui gradi interni alla casa. Il sistema di classe VII ha molteplici sensori ed è, quindi, in grado di fornire la migliore prestazione energetica.

Anche l’ecobonus per la caldaia verrà erogato in 10 quote annuali di stesso importo. Oltre al bonus caldaia, ci rientra anche il bonus stufa a pellet.

Per il 2024 sarà ancora possibile richiedere il Conto Termico, ovvero una detrazione del 65% per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali con altri a pompa di calore o con gli impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria.

Sostituzione caldaia 2023: chi ha diritto al bonus

Il bonus caldaia 2023 può essere richiesto da chi provvede alla sostituzione della caldaia. Nello specifico, potrebbe trattarsi del proprietario dell’immobile, dall’affittuario oppure da chi ha in usufrutto l’abitazione. Ognuno di questi soggetti dovrà essere in regola con il pagamento dei tributi sulla proprietà. Inoltre, l’immobile in cui verrà installata la nuova caldaia deve essere accatastato (o in procinto di) e deve già possedere un impianto di riscaldamento. Non è possibile richiedere il bonus caldaia per un immobile di nuova costruzione.

Possono presentare domanda anche associazioni di professionisti, le società di persone e di capitali, le cooperative di abitazione, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale e gli Istituti autonomi per le case popolari.

Bonus caldaia per i condomini

L’agevolazione per la sostituzione della caldaia è prevista anche nel caso in cui l’impianto di climatizzazione riguardasse i condomini. La percentuale da detrarre nel 2024 è pari al 70%, ma cambierà nel 2025, scendendo al 65%. Nella prima aliquota sono compresi tutti i lavori che termineranno entro il 31 dicembre di quest’anno. Quelli che proseguiranno anche con il cambio di calendario seguiranno la percentuale più bassa.

Un discorso simile vale anche per i lavori prima rientranti all’interno del Superbonus. Il bonus al 90%, infatti, può essere richiesto solo da chi ha completato i lavori entro il 31 dicembre 2023.

Quali spese rientrano nel bonus caldaia

La sostituzione di una caldaia richiede diverse spese. Molte di queste rientrano nel tetto massimo di spesa da detrarre grazie al bonus. Oltre ai costi sostenuti per l’acquisto della caldaia e dei materiali necessari alla sua installazione, si possono aggiungere anche il compenso del tecnico che effettua l’operazione, le opere murarie (qualora necessarie) e i sopralluoghi tecnici legati ai controlli e ai collaudi.

Bonus per il cambio caldaia: step by step

Il bonus caldaia verrà ripartito nel corso di dieci anni in quote di pari importo sulla dichiarazione del 730 fino al tetto massimo di spesa stabilito. Questa operazione è l’unica possibile per la richiesta del bonus. Da quest’anno, infatti, non è più possibile ottenere lo sconto in fattura né la cessione del credito.

Per presentare la domanda bisogna aspettare la data di fine lavori che dovrà essere comunicata all’ENEA, tramite apposita procedura, entro 90 giorni. A quel punto, si può procedere con la richiesta della detrazione presentando una serie di documenti al CAF o al proprio commercialista al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi. I documenti sono:

  • le fatture di spesa sostenute;
  • il certificato di asseverazione rilasciato da un ingegnere o un geometra;
  • le ricevute dei bonifici con la dicitura specifica del bonus in cui si esplicitano la causale, il codice fiscale di chi lo effettua e la partita IVA della ditta che beneficia del pagamento;
  • la ricevuta della trasmissione della documentazione a ENEA;
  • le schede tecniche relative alla caldaia firmate dal tecnico e dal cliente.

Per ottenere il bonus è assolutamente necessario pagare i lavori attraverso un bonifico bancario o postale parlante, all’interno del quale venga esplicitata la causa delle spese e venga fatto riferimento alla legge del bonus. Inoltre, nel bonifico dovranno essere presenti il numero e la data della fattura, il codice fiscale o partita IVA di chi beneficia del pagamento e quello di chi lo effettua e richiede la detrazione.

Incentivi caldaia 2024: Chiedi a Bassetti Home Innovation

I professionisti di Bassetti Home Innovation sono a disposizione dei loro clienti per chiarire qualsiasi dubbio relativo al bonus caldaia 2023 e per studiare le tipologie di intervento più adatte ad ogni situazione.

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