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seminterrato abitabile

Seminterrato abitabile: ecco tutto quello che c’è da sapere

Negli edifici di vecchia costruzione, oltre agli ambienti domestici tradizionali, esistono degli spazi che spesso non vengono utilizzati. Si tratta di sottotetti o seminterrati che per le loro caratteristiche specifiche non sono considerati adatti alla vita di tutti i giorni e pertanto sono considerati dei magazzini dove riporre i cambi stagione e tutto quello che non serve nel quotidiano. Questa scelta se da un lato può risultare comoda e funzionale, dall’altro è spesso deleteria per il mantenimento della struttura. Gli ambienti di una casa che non sono vissuti e vengono lasciati privi di cure, possono risentire delle condizioni climatiche e diventare dei veri e propri incubatori di muffe e batteri. 

Piuttosto che avere in casa spazi inutilizzati e malsani, sarebbe meglio pensare ad un progetto di riqualificazione che li renda parte integrante della casa. Ci sono diversi modi per rendere un seminterrato o un sottotetto abitabili: negli ultimi anni architetti e interior designer hanno ideato diverse soluzioni strutturali per permettere di vivere in maniera funzionale questi spazi così particolari. I progetti sviluppati sono caratterizzati da un’estetica innovativa, moderna e molto personalizzabile

Per rendere un sottotetto o un seminterrato abitabile, però, è necessario che la costruzione risponda ad alcuni criteri stabiliti dalla legge. 

Locale seminterrato: come riconoscerlo

Non è difficile riconoscere un seminterrato né distinguerlo da un sottotetto. La differenza è palese ai più, tuttavia può essere utile sottolineare che l’elemento caratterizzante di questa tipologia di locale è la presenza del terreno intorno all’area interessata che tocchi parte delle pareti esterne di questo ambiente. Per essere considerato un seminterrato, lo spazio deve avere almeno due terzi del perimetro sottoterra. La presenza delle finestre, quindi, non è da dare per scontato. Nel caso in cui ci fossero, solitamente sono poste molto in alto e non hanno una funzione panoramica, servono a far entrare luce nell’ambiente e a favorire il ricambio dell’aria.

Quando un seminterrato è abitabile?

Le caratteristiche specifiche di un seminterrato non lo rendono uno spazio inabitabile a priori. Tuttavia, per non risultare abusivo, è necessario risponda a determinati requisiti previsti dalle norme edilizie nazionali

  • Altezza minima del seminterrato abitabile

Il primo criterio che un seminterrato deve soddisfare per considerarsi abitabile riguarda l’altezza minima dei locali fissata a 2,70 metri per tutti gli immobili residenziali dal Decreto Ministeriale del 5 luglio 1975. Questo dato vale per gli spazi maggiormente abitati della casa (cucina, salotto e camera da letto) mentre per gli ambienti di servizio – bagno, corridoi e ripostigli – bastano 2,40 metri. Un decreto più recente (26 giugno 2015) ha stabilito che in presenza di pannelli di riscaldamento radiante a pavimento l’altezza minima del locale può essere di 2,60 metri. Esistono anche norme regionali che regolano lo stesso indicatore e lo modificano a seconda della conformazione del territorio. 

Le strutture edilizie più particolari rispondono a criteri diversi. L’altezza minima di un soppalco prevista dalla legge, ad esempio, è pari a 210/220 metri. Per il seminterrato, invece, si segue la norma principale, quella valida nella propria regione per gli spazi principali e di servizio della casa. Quindi, l’altezza minima di un seminterrato deve essere di 2,70 metri camere, cucina e salotto e di 2,40 metri per il bagno e i corridoi a meno che le norme edilizie della regione in cui si trova l’immobile non dicano diversamente. 

  • Rapporti aeroilluminanti

Per essere considerato abitabile, un seminterrato deve garantire la presenza di luce a sufficienza e il giusto ricambio d’aria. Trattandosi di uno spazio sotterraneo, è normale che queste necessità vadano ricreate artificialmente – attraverso appositi impianti di ventilazione e sistemi d’illuminazione – lì dove non siano presenti finestre o esse risultino insufficienti a rendere salubre l’ambiente. 

altezza minima della cantina non abitabile

  • Impianti

Un seminterrato adibito a uso abitativo deve disporre di tutti i comfort domestici a cominciare dagli impianti di luce, d’acqua e di riscaldamento. La loro assenza renderebbe quegli spazi difficili da praticare e da vivere, al di là del fatto che la legge non lo consente. 

  • Vespaio areato

Il seminterrato, trovandosi a contatto diretto con il terreno, potrebbe risentire dell’umidità che lo circonda. Di conseguenza, la sua struttura deve essere resa il più isolante possibile. A tale scopo, è utile prevedere la presenza di un vespaio areato che tenga a bada l’umidità di risalita e favorisca l’isolamento termico dello spazio. 

Come trasformare un seminterrato per renderlo abitabile: abbassare il pavimento

Chi ha a disposizione un seminterrato privo delle caratteristiche che lo renderebbero abitabile non deve rassegnarsi ad un ambiente che funzioni come semplice ripostiglio e rinunciare all’idea di riqualificare quegli spazi per renderli d’uso quotidiano. Basta avviare dei lavori di ristrutturazione che vadano a colmare i limiti del seminterrato. 

Se l’altezza minima non è raggiunta dal locale, si può sempre procedere con l’abbassamento del pavimento. È possibile richiedere un progetto mirato a scavare il pavimento interno per raggiungere i 2,70 metri. Ovviamente, a questo tipo di interventi bisognerà affiancare anche la realizzazione di nuovi impianti, del vespaio areato e di un nuovo pavimento. È chiaro che in questi casi le operazioni sono più delicate e più costose, ma sono finalizzate a ottenere un nuovo spazio domestico da impiegare in tanti modi possibili. Inoltre, per agevolare l’impegno economico, si possono richiedere delle detrazioni edilizie: chi aggiusta il sottotetto, ad esempio, usa il bonus tetto

Permessi per rendere un seminterrato abitabile

Prima di avviare gli interventi di ristrutturazione per rendere il seminterrato abitabile, servono dei permessi specifici. I documenti da presentare al proprio Comune cambiano in base al tipo di lavoro effettuato. Se si vuole rendere il seminterrato un immobile autonomo, bisogna richiedere il Permesso di Costruire. Se, invece, il seminterrato servirà da ampliamento della casa esistente, aumentandone i metri quadri, bisognerà inviare la SCIA

Le imprese edilizie che offrono un servizio chiavi in mano, come Bassetti Home Innovation, mettono a disposizione dei loro clienti delle figure specializzate nell’aspetto burocratico della  ristrutturazione. In questo modo, non si rischia di perdersi nei meandri delle normative e delle agevolazioni.  

Locale seminterrato: un rischio o un’opportunità?

Avere un locale seminterrato in un’area a rischio idrogeologico può essere pericoloso. Investire nella riqualificazione del locale e poi vederselo portare via da temporali e alluvioni può essere un duro colpo non solo economico, ma anche emotivo. Di conseguenza, prima di capire se rendere un seminterrato abitabile o meno, bisognerebbe considerare il luogo in cui ci si trova. 

Lì dove non sussiste il rischio, invece, l’idea di rivoluzionare il proprio seminterrato è l’ideale per aumentare il valore dell’immobile e per poter usufruire di uno spazio in più in casa. I locali ristrutturati potrebbero essere destinati a coltivare delle passioni, ad avere delle camere da letto in più oppure una zona in cui lavorare comodamente da casa. Le soluzioni praticabili sono diverse, bisogna solo creare il progetto adatto alle proprie esigenze e, soprattutto, ai propri desideri.

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