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decluttering dell'armadio

Guida passo dopo passo al decluttering dell’armadio: cos’è, come funziona e perché serve

Le giornate più lunghe e luminose con le temperature sempre più miti sono un segnale evidente dell’inizio dell’estate. Belle notizie, quindi. Peccato, però, che questo periodo dell’anno – come quello autunnale – metta ognuno di noi di fronte a un compito tanto gravoso quanto fondamentale: fare il cambio di stagione.

Che si tratti di un’operazione odiata lo confermano il gran numero di ricerche su come organizzare un armadio a 4 stagioni e la predilezione per le cabine armadio. Non è solo una questione di tendenza, ma anche di comodità: avere un unico guardaroba abbastanza capiente da contenere gli indumenti per tutto l’anno permette di risparmiare tempo e fatica durante le mezze stagioni e di avere sempre a disposizione tutti i vestiti così che gli improvvisi cambi di temperatura o i viaggi in terre lontane, non rappresentino un problema. Non tutti, però, possono vantare ambienti domestici così ampi da poter progettare una cabina armadio. Inoltre, per chi vive in coppia o per una famiglia numerosa, l’armadio grande spesso non è sufficiente.

Se il cambio di stagione diventa d’obbligo, sarà bene utilizzarlo per compiere un’altra operazione difficile ma estremamente necessaria: il decluttering dell’armadio.

Il significato del termine “decluttering”

Rimuovere gli oggetti non necessari”: questo è il significato letterale del termine “decluttering”. Nonostante la parola sia presa in prestito dal vocabolario inglese, il concetto di riordinare casa – e anche l’armadio – secondo l’ottica del conservare solo quel poco che è davvero necessario al proprio benessere viene dall’Oriente. Infatti, è stata la scrittrice giapponese Marie Kondo a far conoscere in tutto il mondo il suo metodo di pulizia domestica che prende proprio il suo nome: KonMarie Method.

Nei suoi libri sull’organizzazione domestica, Kondo difende i vantaggi di una casa minimalista in cui tutti gli oggetti presenti abbiano un’utilità pratica e siano in grado di donare felicità e benessere agli abitanti della casa. Inoltre, propone consigli e suggerimenti preziosi su come liberarsi del superfluo e rendere più ordinato il proprio appartamento.

Decluttering dell’armadio e della casa: perché è davvero utile?

Il decluttering riguarda i tanti oggetti che si accumulano in casa, ma anche i vestiti presenti nell’armadio. Indicare nel cambio di stagione un ottimo momento per effettuare questa operazione non significa esonerare da questa pratica coloro che possiedono un armadio spazioso o una cabina armadio. Anzi, risulterà molto più utile in questi casi, visto che raramente si ha modo di svuotare il guardaroba e di capire se al suo interno sono sepolti capi che non ci ricordavamo neppure di avere.

Non bisogna avere dubbi sull’utilità del decluttering. La maggior parte degli armadi è piena di abiti che non vengono più indossati e che, occupando spazio, rendono più difficile mantenere l’ordine nei cassetti e nei ripiani. Eliminando tutte le t-shirt, i vestiti, i pantaloni, le giacche e le camicie che ormai hanno completato il loro ciclo d’uso, non solo si rende più ordinato il guardaroba, ma si crea dello spazio utile per i nuovi indumenti.

Un’operazione simile comporta benefici anche per l’organismo. Trovarsi di fronte a un armadio – o più in generale a una casa – ben organizzato dove non c’è accumulo caotico di vestiti trasmette una sensazione di pace e benessere. L’ordine garantito dal decluttering rende più piacevole la vita di tutti i giorni fra le nostre mura domestiche. Inoltre, il processo psicologico che porta a separarsi dai propri vestiti può essere considerato formativo per la persona, soprattutto se si hanno delle difficoltà nel lasciar andare il passato o alcune relazioni non del tutto positive.

Decluttering armadio in 4 mosse

Se fosse facile per l’essere umano eliminare subito ciò che non è più utile o funzionale per la propria vita, non esisterebbe il decluttering. La nostra natura conservativa e la tendenza ad attribuire un significato simbolico a quanto ci circonda al punto da formare un legame affettivo con gli oggetti materiali rende piuttosto difficile la separazione, soprattutto se parliamo di cose che si hanno in casa o dei vestiti. Ogni indumento ha la sua storia e alcuni in particolare potrebbero essere legati a dei momenti importanti della propria vita.

Sottovalutare questi aspetti è sbagliato e, infatti, Marie Kondo è partita proprio da queste considerazioni per ideare il suo processo di decluttering dell’armadio. Per metterlo in atto bastano 4 mosse, ma ad ognuna di queste va concesso tempo e attenzione. E anche la volontà di mettersi in gioco e di cambiare un po’ il modo in cui si vede la propria casa.
come fare il decluttering dell'armadio

1. Tirare fuori i capi dall’armadio

Per mettere ordine nell’armadio bisogna prima creare disordine in camera da letto. Si comincia il decluttering dei vestiti buttandoli tutti fuori dal guardaroba e disponendoli sulle superfici utili. Letto, poltrone, pouf, sedie, ma anche il pavimento ricoperto da tappeti sono tutti reclutati per l’occasione. Non è necessario che gli indumenti siano ben visibili, ma potrebbe aiutare.

Questa fase è fondamentale perché è in questo momento che ci si può rendere conto di quanta roba si ha. Spesso, questa consapevolezza giunge insieme alla riflessione su quanto la frase “non ho nulla da mettermi” sia in realtà falsa. È possibile – anzi, probabile – che spuntino fuori abiti di cui non si aveva ricordo, che non si indossano più da tempo o che non entrano più e sono stati conservati pensando che in un futuro, magari, le cose sarebbero cambiate.

2. Dividere gli abiti in tre gruppi

Una volta svuotato l’armadio inizia la fase cruciale del decluttering dei vestiti. Gli abiti sparsi per la camera vanno passati in rassegna uno per uno e divisi in tre gruppi: da un lato andranno messi tutti gli indumenti che s’intendono tenere, dall’altro quelli che si ha intenzione di eliminare dal proprio guardaroba. Un terzo insieme sarà composto dai vestiti su cui si è indecisi e su cui bisognerà tornare in un secondo momento per distribuire nuovamente i vestiti in uno o nell’altro gruppo.

Come decidere che cosa tenere

Decidere se tenere o meno un vestito può essere facile con alcuni indumenti, ma più difficile con altri, i probabili appartenenti al gruppo dell’indecisione. Per fare la scelta giusta è necessario porsi delle domande. La prima è piuttosto intuitiva: da quanto non si indossa quel vestito? È chiaro che se un abito è rimasto ignorato per tanto tempo vuol dire che non serve davvero o non piace più abbastanza. Di conseguenza, se ci si rende conto che un indumento non viene usato da più di un anno è preferibile metterlo nella pila da eliminare.

Un altro criterio utile per la selezione riguarda lo stile di vita che si conduce. Sport, lavoro, tempo libero e passioni di varia natura richiedono tipologie specifiche di abbigliamento. A seconda di quello che serve, si riempie il guardaroba. È piuttosto inutile avere tre top sportivi e cinque tute se non si va in palestra e si ama passare il proprio tempo libero sul divano.

Se l’indumento su cui si hanno dubbi è un indumento base (una camicia bianca, un pantalone nero, delle scarpe da ginnastica, un vestitino leggero a fiori) bisogna fermarsi un attimo a contare per vedere quanti altri capi simili sono presenti nell’armadio. Se sono in numero sufficiente (la quantità va sempre rapportata allo stile di vita), si potrà anche eliminare quel capo.

Come non funziona il decluttering: gli errori da evitare

Insieme alle domande da farsi, il decluttering dell’armadio suggerisce anche cosa evitare di fare durante la selezione degli indumenti.

Innanzitutto, davanti a un vestito che non si mette da tempo non bisogna cedere alla tentazione di conservarlo dicendosi che potrebbe sempre tornare utile. Non succederà. Se non lo si è indossato fino a quel momento e ci si è anche scordati della sua esistenza è improbabile che in futuro si cambi idea.

Potrebbe essere più difficile lasciar andare vestiti legati a ricordi di momenti di vita importanti. In questi casi, Kondo suggerisce di tener con sé solo gli abiti che suscitano felicità. Quelli che trasmettono tristezza o malinconia è meglio che finiscano nel gruppo da eliminare.

Infine, bisogna fare attenzione ai doppioni. Se si hanno già tante canotte bianche, tante gonne di jeans o pantaloni eleganti è inutile conservarne un altro ancora, soprattutto uno che si mette di meno o che non entra più.

3. Vendere, buttare, riparare

Per la pila degli abiti da eliminare il decluttering prevede un ulteriore passaggio: bisogna scegliere quali vestiti buttare e quali vendere/regalare. Se un indumento è ormai vecchio e logoro sarebbe meglio destinarlo al riciclo. Al contrario, se si ha un vestito ancora in buono stato si potrebbe pensare di darlo via a qualche associazione caritatevole o a qualche amico/a. In alternativa, si potrebbe trovare un sito in cui si vendono oggetti e vestiti di seconda mano. Per gli abiti acquistati e messi poche volte è il modo migliore per recuperare i soldi male investiti. Inoltre, è un’altra forma di riciclo che mette freno agli sprechi.

I vestiti con buchi o con delle parti rotte potrebbero essere riparati per poi essere dati via oppure tenuti nell’armadio per essere indossati quando si è a casa.

4. Organizzare l’armadio in maniera funzionale

Una volta terminata la parte emotivamente dura del decluttering dell’armadio, bisogna procedere con quella più pesante a livello fisico: rimettere i vestiti nel guardaroba. Ciò andrà fatto non in maniera casuale e disordinata, ma progettando attentamente la disposizione di ogni indumenti all’interno dei cassetti e dei ripiani.

Arredare la cabina dell’armadio significa suddividere i vestiti per tipologia e ordinarli nello spazio che si ha a disposizione nella maniera più funzionale possibile. Per i cassetti, si consiglia di disporre maglie e biancheria intima in verticale piuttosto che in orizzontale così da sfruttare meglio la profondità del vano. Inoltre, è utile inserire degli organizzatori, delle scatole e dei cubi all’interno del guardaroba per semplificare la divisione.

Una volta conclusa questa fase, ci si potrà godere il frutto del proprio lavoro: un armadio funzionale, ordinato e libero dal superfluo.

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