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aprire una porta in un muro non portante

Come aprire una porta in un muro non portante: permessi, tempi e costi

Dopo aver passato molti anni in una casa è normale sentire il bisogno di modificare non solo l’arredamento, ma anche la struttura stessa. Nel tempo cambiano le tendenze del design e, di conseguenza, il gusto. Alcune soluzioni per cui si era optato in passato possono perdere d’interesse nel tempo, oppure risultare meno efficaci in seguito ad un cambiamento di stile di vita.

Il bisogno di modificare gli spazi domestici si può avvertire anche quando si acquista una casa da datata. Un’abitazione scelta per la posizione, per la convenienza del costo o per i metri quadri presenti ma non particolarmente moderna a livello di struttura può essere rivoluzionata tramite un buon progetto di ristrutturazione, che incontri i gusti e le necessità di chi andrà ad abitarla.

Tra le operazioni più richieste alle imprese edili figura anche quella di aprire una porta in un muro non portante. Un intervento non particolarmente complicato da effettuare, ma che esige una serie di attenzioni e di condizioni da soddisfare. Di certo, rivolgendosi a un servizio professionale, non si incontreranno particolari difficoltà. Non ci si dovrà neanche preoccupare dei documenti da presentare per ristrutturare casa perché saranno degli esperti a fare chiarezza sull’iter burocratico da seguire.

Perché aprire una porta in una parete di casa

Sono soprattutto esigenze pratiche a portare le persone a pensare di aprire una porta in uno dei muri di casa. Potrebbe esserci il desiderio di collegare due stanze divise – come il bagno e la camera da letto, o quest’ultima e lo studio -, oppure di rendere gli ambienti più luminosi grazie a una nuova apertura che si affacci sul balcone o sul terrazzo.

Per facilitare le operazioni e sbrigare più velocemente la documentazione, il muro da aprire non dovrebbe essere portante, ovvero dovrebbe essere una parete realizzata al solo scopo di dividere gli ambienti, non di sorreggere la struttura. Non è difficile da riconoscere, poiché risulta meno spesso di quelli portanti. Solitamente, la sua larghezza è di massimo 10 cm. Inoltre, se battuto, non produce quel tipico rumore sordo dei muri costruiti con mattoni e cemento. Un professionista saprà sicuramente distinguere i tramezzi dai muri portanti. In caso di dubbi, basterà guardare la planimetria della casa.

È possibile aprire una porta su un muro portante, ma serve l’intervento di ingegneri e geometri per verificare che ci siano le condizioni per farlo senza compromettere la stabilità dell’edificio, e i permessi da richiedere sono molto più articolati e numerosi.

I lavori da effettuare per aprire una porta nel muro non portante

Una volta che architetti e ingegneri avranno effettuato un sopralluogo nell’abitazione e stilato il progetto, non rimane altro da fare altro se non procedere con la demolizione di una porzione del muro non portante e con l’installazione del nuovo infisso opportunamente scelto. Nella parte conclusiva dell’intervento si procede con i lavori di finitura, ovvero le zone interessate vengono stuccate e tinteggiate.

Per l’apertura di un muro portante, invece, andrà effettuata una cerchiatura. In altre parole, bisognerà creare un telaio in cemento armato o in acciaio che vada a ricoprire il perimetro della nuova porta e a sostenere il peso della struttura, senza farle perdere di stabilità. In altri casi, si interviene con la tecnica dell’intonaco armato. Gli architetti sapranno valutare la situazione e consigliare la procedura migliore da seguire.

I permessi necessari per aprire una porta in un muro non portante

I lavori di ristrutturazione che modificano la planimetria, senza però andare a toccare la struttura, richiedono la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), che prevede la presentazione al Comune di residenza del progetto di ristrutturazione e di una relazione sugli interventi da effettuare, redatti da un tecnico. Si deve presentare la CILA per la ristrutturazione del bagno, per quella della cucina e anche per aprire una porta in un muro portante.

Una volta che le operazioni saranno concluse, bisogna presentare al Comune la Comunicazione di Fine Lavori e la Certificazione del collaudo finale per richiedere il certificato di agibilità della casa. Inoltre, bisogna depositare al Catasto la nuova planimetria.

Nel caso in cui sia possibile aprire una porta su un muro portante, bisognerà presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), insieme alla relazione tecnica asseverata di un professionista che presenti il progetto con tutti i calcoli, volti a dimostrare la sicurezza delle operazioni. La burocrazia qui è più lunga e coinvolge anche il Genio Civile per il rilascio delle autorizzazioni.

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Quanto costa aprire una porta in un muro non portante

La spesa per allargare una porta in un muro non portante comprende:

  • il costo della demolizione (che comprenda anche quello dello smaltimento);
  • il costo della porta (che varia a seconda della tipologia scelta) e della sua installazione;
  • il costo delle finiture;
  • il costo della manodopera;
  • il costo della documentazione.

In media, il costo di tutte le operazioni si aggira intorno ai 600 euro, mentre il prezzo per la demolizione oscilla tra i 10 e i 70 euro al metro quadro. La spesa delle porte parte da 100 euro e arriva fino ai 500, dipende dai materiali coinvolti e dalla loro lavorazione. Il prezzo della CILA varia da Comune a Comune, ma non supera mai i 1000 euro. Non si può dire lo stesso della SCIA, che risulta molto meno economica. Il costo della manodopera, poi, dipenderà dal tariffario dei professionisti coinvolti o dalla scelta dell’impresa edile.

La cerchiatura comporta un aumento della spesa finale. Per interventi di questo tipo è possibile richiedere il bonus per la ristrutturazione della casa. Nell’arco di dieci anni, sarà possibile recuperare il 50% di quanto speso.

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