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CILA e fine lavori: tutto quello che c’è da sapere

Il sistema della burocrazia ha le sue leggi, il suo linguaggio, le sue motivazioni che a volte ci sembrano lontane dalla vita pratica e poco concrete. Sapersi orientare facilmente tra norme, circolari e disposizioni non è un’impresa facile. Chi decide di approcciare in autonomia il mondo della burocrazia presto si rende conto che è un lavoro molto complesso.

Esistono tante norme quanti sono i settori professionali. Ogni regolamentazione ha i suoi esperti, professionisti specializzati in un determinato ambito che possono offrire una consulenza completa sull’argomento.

Tra i diversi settori, quello dell’edilizia è uno dei più complicati, dove è richiesta maggiore competenza. La burocrazia infatti è particolarmente vasta e intricata, genera un alto livello di stress in caso di affitto, acquisto e ristrutturazione di un immobile. Si sente parlare di CILA per la ristrutturazione del bagno, di SCIA per il rifacimento del tetto o di CIL per l’installazione di pannelli fotovoltaici. I documenti sono gli stessi? A chi bisogna presentarli?

Sono tutti dubbi legittimi che solo un esperto può chiarire. Solitamente, le agenzie che offrono servizi chiavi in mano mettono a disposizione del cliente un professionista che si occupi della parte burocratica. Questa è la linea seguita da Bassetti Home Innovation.

Che cos’è la CILA

Per comprendere meglio le differenze tra CIL, CILA e SCIA è necessario informarsi sui diversi ambiti di azione.

Si tratta di sigle che vanno lette con attenzione perché aiutano a capire la natura stessa della pratica. La CILA, ad esempio, Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, viene richiesta prima di iniziare qualsiasi intervento di manutenzione straordinaria che non riguarda le strutture portanti dell’edificio. Nel caso in cui si modifichi la pianta dell’immobile, è opportuno presentare la SCIA, ovvero la Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

Chi deve rifare il bagno, aggiustare gli impianti, demolire e ricostruire i tramezzi, sostituire gli infissi o modificare gli spazi interni abbattendo o costruendo pareti, deve presentare al Comune una serie di documenti contenenti la comunicazione di inizio dei lavori, il progetto di ristrutturazione e una relazione asseverata di un professionista che abbia accertato la conformità delle nuove strutture alle normative vigenti. Tutte queste carte formano la CILA.

Non bisogna presentare questo documento quando i lavori previsti:

  • modificano le parti strutturali dell’edificio;
  • alterano le superfici complessive;
  • cambiano la destinazione d’uso dell’immobile (da edificio privato a commerciale);
  • modificano la sagoma e i prospetti.

Per tutte le attività di edilizia libera ( interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che non comportano alcun cambiamento alla struttura) serve solo la Comunicazione di Inizio Lavori (CIL) senza particolari autorizzazioni.

Comunicazione di fine lavori

L’inizio dei lavori di ristrutturazione va sempre comunicato, qualsiasi sia la natura degli interventi. Allo stesso modo, bisogna dichiarare quando tutte queste attività giungono al termine. La Comunicazione di Fine Lavori (CFL) serve proprio a questo. Il documento viene presentato dal direttore dei lavori oppure dallo stesso tecnico che si è occupato della CIL.

La Comunicazione di Fine Lavori va consegnata entro tre anni dalla fine della ristrutturazione. Se ciò non avviene, si incorre in sanzioni di natura economica. È possibile chiedere una proroga, ma essa verrà concessa dalla pubblica amministrazione solo in alcuni casi:

  • lavori di grande entità;
  • difficoltà tecniche non previste durante la progettazione;
  • lavori dipendenti dall’erogazione di fondi statali;
  • iniziative della pubblica amministrazione.

Costo della CILA e della Comunicazione di Fine Lavori

Presentare documenti come CILA, SCIA o CFL comporta dei costi. Se per la CILA ci aggiriamo intorno ai 500 / 1000 euro, per la Comunicazione di Fine Lavori siamo tra i 500 e gli 800. Molto dipende anche dalla zona in cui si abita. Alcune regioni, come ad esempio la Lombardia, sono più care di altre.

Il costo della CFL è legato a diversi fattori, tra cui ricordiamo:

  • la parcella del tecnico in grado di verificare che i lavori siano tutti a norma e di supervisionare il progetto dal punto di vista burocratico. Si tratta di un professionista le cui competenze vanno retribuite. Trattandosi dello stesso tecnico della CILA è possibile che il prezzo sia cumulativo e comprenda entrambi i documenti;
  • i diritti di segreteria: variano da comune a comune. Si va dai 36,10 euro di Bologna ai 251,24 di Roma, passando per i 45 euro di Torino e i 50 di Firenze (senza cambio d’uso dell’immobile). A Milano, invece, sono liberi;
  • la progettazione: richiede dal 7% al 10% del costo totale dell’intervento;
  • la direzione dei lavori: richiede il 4-5% della spesa totale. Non è necessaria in molti interventi e quindi potrebbe anche essere una voce di spesa da eliminare.

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Come si chiude la CILA

Per concludere ufficialmente i lavori di ristrutturazione e chiudere la CILA, occorre presentare la Comunicazione di Fine Lavori. La documentazione richiede l’inserimento di alcuni dati specifici, ovvero:

  • tutti i dati anagrafici del titolare (riguardanti il nome, il cognome, il codice fiscale, l’indirizzo e così via);
  • i dati della ditta o della società che ha compiuto i lavori;
  • i dati del procuratore o del delegato;
  • le informazioni sull’ubicazione dell’immobile;
  • la data di conclusione dei lavori;
  • la specifica di una conclusione parziale o totale dei lavori stessi;
  • la CILA con cui è stato dato inizio ai lavori;
  • l’informativa sulla privacy.

Una volta passate tutte le indicazioni, non bisogna fare altro che allegare i documenti necessari e inviare il tutto.

Comunicazioni di Fine lavori e CILA: quali documenti allegare

I documenti da allegare alla CILA sono:

  • i riferimenti della ditta esecutrice degli interventi;
  • gli elaborati del progetto;
  • le foto degli obiettivi raggiunti (non sempre sono necessarie);
  • i permessi necessari e gli acquisiti;
  • l’asseverazione del tecnico abilitato (potrebbe essere un ingegnere, un geometra, un perito edile) in cui si dichiara il rispetto delle norme edilizie (comprese quelle riguardanti la sicurezza sismica e l’efficienza energetica) e dei piani urbanistici, dove si ribadisce che i lavori effettuati non hanno coinvolto le parti strutturali dell’edificio.

Per la CFL abbiamo una documentazione più snella composta solo da:

  • il certificato di collaudo finale;
  • AQE o APE (quando previsti);
  • la dichiarazione di conformità al progetto e alla relazione tecnica.

Questa comunicazione può essere effettuata solo nel momento in cui sono avvenuti tutti i collaudi necessari e si sono ottenuti tutti i documenti richiesti per legge (certificazione di fine lavori, dichiarazione di conformità degli impianti e aggiornamento della posizione al Catasto Fabbricati).

Fine lavori e CILA obbligatoria: a chi rivolgersi per una ristrutturazione a norma di legge

Per fare in modo che la parte burocratica sia in regola, bisogna affidarsi a professionisti e imprese di settore esperti in materia, in grado di privilegiare la qualità e il rispetto della normativa.

Le comunicazioni di inizio e chiusura dei lavori, non sono di certo semplici da compilare per cui è sempre bene affidarsi agli esperti. Bassetti Home Innovation è pronta a venire incontro alle tue esigenze per aiutarti a realizzare un progetto di ristrutturazione da sogno, senza preoccuparti di CFL o di CILA. Siamo a tua disposizione per creare la casa su misura per te, per rispondere alle tue esigenze e alle tue aspettative e per supportarti nelle procedure burocratiche.

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