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antibagno obbligatorio

L’antibagno: cos’è e quando è obbligatorio

Quando si vuole rivoluzionare casa non solo dal punto di vista dell’arredamento, ma anche delle strutture edilizie è sempre meglio affidarsi ad un architetto professionista che conosca bene le norme.
Nel caso in cui si debba intervenire con opere murarie o rifacimento di parti strutturali della casa, è necessario conoscere le leggi vigenti nel nostro Paese in modo da non rendere l’immobile abusivo con tutte le conseguenze del caso.
Un esempio in particolare è rappresentato dall’antibagno che risulta obbligatorio in determinate situazioni. Ci sono, infatti, delle normative ben precise che indicano come organizzare questo spazio domestico, e solo un’impresa esperta in ristrutturazioni è in grado di conoscerle e spiegarle.

Che cosa s’intende per disimpegno del bagno

La zona bagno può racchiudere al suo interno diversi tipi di servizi. In ambito edilizio il bagno è il luogo nel quale si trovano i servizi igienici.
Nel caso in cui non ci sia spazio a sufficienza per sistemare lavandino, doccia, mobili o elettrodomestici è possibile (e alle volte obbligatorio) creare un antibagno. Quest’ultimo può essere considerato una zona di transito o di confine che segna il passaggio da un ambiente, come il salotto o la camera da letto, ad un altro.

Bagno e antibagno: a cosa servono?

Il disimpegno diventa un luogo che separa il bagno dal resto della casa. In questo modo, è possibile mantenere separate le zone dove si vive quotidianamente da quella dei servizi sanitari. Questo porta gli spazi ad essere non solo più definiti, ma anche più ordinati e igienici.

Se nel bagno vengono posizionati il water e il bidet, nell’antibagno è possibile inserire mobili utili per contenere asciugamani, profumi, creme e tanti altri oggetti destinati alla cura della persona. Saranno presenti anche il lavandino e la doccia oppure la vasca. Inoltre, se lo spazio lo consente, è il luogo ideale in cui posizionare lavatrice, asciugatrice e cesta per i panni. Se non si trova un altro posto utile per sistemare il ferro da stiro o le scope, il disimpegno potrebbe servire anche a questo.

Le dimensioni dell’antibagno e come realizzarlo

Le normative edilizie regolano le dimensioni minime che un immobile deve avere per essere considerato abitabile. Queste dimensioni riguardano la lunghezza, la larghezza di alcune zone specifiche e l’altezza di tutta la casa. Ci sono delle variazioni da regione a regione e addirittura da comune a comune. Per questo bisognerebbe sempre affidarsi alle competenze di un esperto nel settore.

Per quanto riguarda il disimpegno del bagno, generalmente, la grandezza deve essere di 1 x 1,2 metri. L’altezza, invece, deve essere pari a quella raccomandata per tutta la casa, quindi 2,40 metri. Per i sanitari presenti è richiesto il rispetto della distanza minima. Ad esempio, tra un lavandino e una doccia devono esserci almeno 5 centimetri di distanza mentre se ci dovessero essere due lavabi devono essere distanti almeno 10 centimetri l’uno dall’altro.

È poi necessario operare una serie di accorgimenti per rendere il disimpegno del bagno a norma. Non è richiesta la presenza di una finestra a meno che non ci sia una caldaia che necessita di un’apertura verso l’esterno. Per la corretta ventilazione dello spazio bisogna provvedere a installare un impianto adeguato che consenta il ricambio di aria ad ogni utilizzo. La stessa cosa vale anche per l’illuminazione.

Il pavimento dell’antibagno deve essere antiscivolo e semplice da lavare e disinfettare. Le pareti, invece, devono essere impermeabili.

pavimento antibagno antiscivolo

Bagno e antibagno: cosa prevede la normativa

Ci sono alcuni casi in cui l’antibagno è obbligatorio per legge. La normativa prevede che tra la zona giorno e il bagno ci sia uno spazio che divida i due ambienti. Il disimpegno serve ad allontanare dalla vista di chi è in cucina o in soggiorno la zona dei servizi. Se non sono presenti almeno due porte, il bagno non è a norma. Il corridoio può essere considerato un “ambiente di separazione” che rende superflua la zona antistante il bagno.

Tutti gli edifici di recente costruzione sono strutturati in questo modo. Qualora venisse effettuata la ristrutturazione di una vecchia casa, è opportuno tenere conto che se si elimina un corridoio e il bagno dà direttamente sulla zona giorno, bisognerà prevedere la presenza di un antibagno.

In base alla normativa il disimpegno non è obbligatorio quando il bagno è a uso esclusivo della camera da letto.

Queste sono le regole generali, ma anche in questo caso ci sono delle varianti che riguardano i singoli comuni. Per non incorrere in errore è opportuno confrontarsi con gli addetti ai lavori. Se si vuole verificare il costo per il rifacimento del bagno, se si cerca di progettare uno nuovo stile di arredo bagno allora bisogna anche preoccuparsi di scegliere imprese e professionisti esperti in grado di realizzare ogni intervento nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Quali sono le sanzioni per la mancanza dell’antibagno

Nel caso in cui l’aspetto della casa e l’organizzazione dei suoi spazi non siano conformi al progetto presentato in Comune, il proprietario di casa potrebbe dover pagare una sanzione il cui importo viene stabilito a seconda dei casi e in base al luogo di residenza. Si va da un minimo di 250 euro a un massimo di 1000. Inoltre, bisognerà procedere con dei lavori per la messa a norma degli spazi.

Come arredare un antibagno

Le domande su come arredare un bagno piccolo sono le stesse che ci si dovrebbe porre nel caso in cui si voglia sistemare un disimpegno. Non si avrà a che fare con grandi spazi e, quindi, i mobili si devono adattare alle esigenze specifiche di questo ambiente.

Sul lavabo andrà collocato uno specchio con un adeguato impianto d’illuminazione. Per arricchire lo spazio potrebbe essere utile anche un tappeto. Si può sfruttare l’altezza per ottimizzare gli spazi. Mensole e ripiani sono fortemente consigliati per riporre asciugamani, carta igienica e oggetti per la cura personale.

Se si ha intenzione di trasformare l’antibagno in una zona lavanderia, lo si dovrà attrezzare con tutti i complementi d’arredo utili alla pulizia del bucato. Si possono prevedere ceste per la biancheria sporca o per i capi da stirare, cassetti per riporre i detersivi e scaffali dove riporre gli asciugamani puliti.

Non è importante quello che si decide di fare con il disimpegno, ma il come lo si realizza. Se si considera parte integrante dell’interior design è giusto prevedere colori e materiali in grado di creare un arredamento coerente con il resto della casa, in questo modo lo spazio verrà valorizzato in modo adeguato. Se, invece, si decide di considerarlo una semplice zona di servizio, si rischia di trascurare l’estetica di un ambiente che è parte integrante della casa.

Non bisognerebbe trascurare l’arredamento dell’antibagno proprio perché è di passaggio. Anche per questo motivo, è opportuno chiedere consiglio ad un’impresa di ristrutturazione edilizia competente e di qualità.

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