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lavori di manutenzione straordinaria

Manutenzione ordinaria e straordinaria: definizioni e differenze

Nell’ambito dei lavori di ristrutturazione della casa esistono espressioni e linguaggi specifici del settore che spesso sono conosciuti e utilizzati solo dagli addetti ai lavori. Ad esempio esistono dei vocaboli che tutti conosciamo ma che assumono un significato diverso se a pronunciarli è un professionista. E’ il caso della manutenzione.

Bisogna fare una distinzione tra le operazioni di manutenzione ordinaria e quelle di manutenzione straordinaria. Non sono la stessa cosa. Hanno un peso diverso da tanti punti di vista: dalle tempistiche ai costi, dai permessi richiesti ai bonus disponibili per legge.

Per comprendere la differenza tra questi due tipi di lavoro, bisogna rifarsi al d.p.r. 380/01, anche noto come Testo Unico dell’Edilizia. Gli articoli tolgono ogni dubbio in merito.

Cosa si intende per manutenzione ordinaria

Conoscere la definizione di manutenzione ordinaria è utile quando si deve richiedere un preventivo ad un’impresa edile. Si rende chiaro sin da subito di che tipo di intervento si ha bisogno.

Tra i lavori di manutenzione ordinaria rientrano tutte quelle operazioni che riguardano la riparazione, il rinnovamento e la sostituzione delle finiture degli edifici. Sono comprese anche quelle necessarie ad integrare o a mantenere in efficienza gli impianti all’interno delle costruzioni così da renderli al passo con le nuove tecnologie, consentendo un risparmio di risorse.

Elenco delle opere di manutenzione ordinaria

La ristrutturazione ordinaria comprende sia opere edilizie interne che esterne. Nel primo caso si parla di interventi di riparazione, di rinnovamento e di sostituzione degli intonaci, dei rivestimenti, degli infissi, dei controsoffitti, dei pavimenti, degli apparecchi sanitari, delle canne fumarie e di ventilazione. Sono comprese anche le aggiunte di nuovi apparecchi sanitari. Le opere di edilizia esterna, invece, prevedono la il rifacimento di intonaci, rivestimenti e serramenti esterni, la riparazione o la sostituzione di manti di copertura, di impermeabilizzazioni, di guaine, di grondaie e di cornicioni.

Sono classificabili come interventi di manutenzione ordinaria:

  • le opere di riparazione interne o esterne;
  • le finiture;
  • l’efficientamento dell’impiantistica;
  • la tinteggiatura delle pareti esterne o interne;
  • la verniciatura di porte e/o garage;
  • i rivestimenti interni ed esterni;
  • le scale retrattili;
  • la sistemazione di comignoli e/o di impianti per l’estrazione del fumo;
  • la sostituzione di elementi tecnologici obsoleti per ascensori;
  • l’impermeabilizzazione di tetti e/odi terrazze;
  • la sostituzione di grondaie e/o di pluviali;
  • la riparazione di ringhiere e/o parapetti;
  • la sostituzione di persiane senza intaccare la struttura preesistente.

lavori di manutenzione ordinaria

La definizione di “lavori di manutenzione straordinaria”

Il Testo Unico dell’Edilizia classifica come opere di manutenzione straordinaria tutti gli interventi che si effettuano per rinnovare e sostituire le parti strutturali degli edifici purché non venga alterata la volumetria complessiva dell’edificio né vi siano mutamenti della destinazione d’uso tali da provocare un incremento del carico urbano. Rientrano in queste operazioni anche la realizzazione di nuovi servizi igienico-sanitari e tecnologici.

Se si vuole dividere un’unità immobiliare o se, al contrario, se ne vogliono unire due, si parla sempre di manutenzione straordinaria. Non è importante che si modifichi la planimetria del singolo immobile. L’importante è mantenere l’originale destinazione d’uso e non alterare l’aspetto dell’edificio. Quest’ultima opzione è plausibile quando si parla di abbattere le barriere architettoniche purché non sia pregiudicato il decoro urbano.

I lavori di manutenzione straordinaria

Quando si parla di manutenzione straordinaria, può essere utile avere in mente alcuni esempi concreti:

  • sostituzione degli infissi di forme e misure diverse;
  • sostituzione dei sanitari e ristrutturazione dei servizi igienici;
  • realizzazione di opere strutturali di pertinenza;
  • sostituzione della caldaia;
  • rifacimento delle scale, di recinzioni, di muri di cinta e/o di cancellate;
  • tramezzi;
  • interventi strutturali;
  • consolidamento strutturale e fondazioni.

Anche in questo caso, tutte queste operazioni valgono sia per l’interno che per l’esterno.

Manutenzione ordinaria e straordinaria: ecco le differenze

La differenza tra le diverse tipologie di intervento non è netta e potrebbe facilmente essere confusa da chi non è del settore. Affidarsi alle parole aiuta. Tutte le operazioni che vengono definite come “straordinarie” comportano degli elementi di novità rispetto a ciò che è “ordinario”.
Di conseguenza, quando si cambia qualcosa all’interno o all’esterno dell’edificio siamo nell’ambito della manutenzione straordinaria. Il mantenimento dello status quo con attenzione all’ammodernamento e alla cura dell’edificio è ciò che concerne la manutenzione ordinaria.

La sostituzione di infissi vecchi con un modello nuovo, magari a taglio termico, è contemplata tra i lavori di manutenzione ordinaria se non vengono alterate le dimensioni delle finestre. Se, invece, si decide di abbattere il muro e di creare una porta finestra magari con una grande vetrata scorrevole, allora si parla di manutenzione straordinaria.

Entrambe le tipologie di interventi rendono possibile la richiesta del bonus, mentre non per tutti sono necessarie le richieste di permesso.

Differenze tra SCIA E DIA

Anche quando si parla di permessi è necessario fare un po’ di chiarezza tra le tante sigle che si leggono. Le differenze tra CIL, CILA e SCIA sono importanti e sono legate alle definizioni di manutenzione ordinaria e straordinaria.

La CIL (Comunicazione di Inizio Lavori) può essere presentata sia per le opere di manutenzione ordinaria che per quelle di manutenzione straordinaria, mentre le CILA (Comunicazione di Inizio Asseverata) e la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) valgono solo per gli interventi della seconda tipologia.

La DIA (Denuncia di Inizio Attività in edilizia) di cui ogni tanto si legge è ormai stata del tutto sostituita dalla SCIA per velocizzare i processi burocratici.

Affidandosi ad un professionista in grado di gestire questi aspetti tecnici e le pratiche burocratiche che ne conseguono, ci si toglie dall’impegno di dover capire quale documento presentare, dove e in che tempi.
Inoltre l’esperto in materia definirà con facilità il tipo di intervento, se di manutenzione ordinaria oppure straordinaria, in modo da non commettere errori di alcun tipo.

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